sabato 5 gennaio 2008

Questione Campania

Avrei voluto "festeggiare" con un altro tipo di post il primo compleanno di questo blog. Le vicissitudini legate allo spiacevole stato in cui versa il territorio in cui vivo e sono cresciuto mi portano, però, a pensare e a scrivere di temi spiacevoli. Ma dei quali è necessario parlare. Il problema dei rifiuti in Campania è una vera piaga. Valanghe di immondizia sommergono le nostre strade. Ed il nostro senso di dignità sprofonda in un abisso indescrivibile.


La sensazione che si prova è un misto di rabbia (verso coloro che, con il loro immobilismo decisionale, ci hanno ridotti in questo stato) e vergogna (per lo stato attuale delle cose). Ci si sente meno persone quando si è costretti a zigzagare tra l'immondizia e quando si sente, di tanto in tanto, l'odore nauseabondo dei rifiuti organici putrefatti entrare, con prepotenza, nelle nostre narici. Per non uscirne più.

Per non parlare del fetido tanfo che si innalza dai rifiuti che vengono bruciati da gruppi di bifolchi e balordi incendiari. Diossina allo stato puro. Morte presa a piccole, ma fatali, dosi (le percentuali di cancro ai polmoni ed al fegato in Campania sono di gran lunga superiori rispetto alla media nazionale ed europea).

Oggi su Repubblica Roberto Saviano ha scritto un bell'articolo sui colpevoli di questo stato di cose. Ed ha denunciato un fatto preoccupante: la nostra assuefazione a vivere "dint 'a munnezz". Ci stiamo abituando all'inaccettabile. E questo è grave. Gravissimo.

Serve una mobilitazione mediatica forte per cercare di risolvere questo problema. Il sistema dei media (vecchi e nuovi) ha l'obbligo morale di fare pressione, a tutti i livelli, sul sistema politico affinché questa situazione si risolva. L'attuale copertura data dai media tradizionali (TV in testa) all'argomento è, per il momento, abbastanza elevata. Ma non basta. Anche la rete va mobilitata (in misura maggiore rispetto a quanto fatto finora). Perché questo non è solo un problema locale ma nazionale (l'Italia rischia di perdere finanziamenti dall'Unione Europea). Perché è una questione di civiltà e di giustizia sociale oltre che di coscienza individuale. A voi (blogger, giornalisti, cittadini, informatori di ogni ordine e grado) la prossima mossa.

AGGIORNAMENTO del 6 gennaio 2008:
anche Eugenio Scalfari, nel suo editoriale su Repubblica.it, parla diffusamente della situazione rifiuti in Campania. Sulla Home Page di Blogbabel potete visualizzare (oltre a questo) altri blog che hanno scritto di questo tema. Volevo segnalare, inoltre, anche il bel post di Dario Salvelli sulla questione.

Secondo AGGIORNAMENTO: un altro blog molto interessante che tratta del problema: Finotti.informa

AGGIORNAMENTI dell'8 gennaio 2008:
un altro significativo reportage di Repubblica.it firmato da Ezio Mauro.

L' Agenzia AdnKronos, inoltre, conferma che "la Commissione europea procederà al secondo passo della procedura d'infrazione per la violazione delle normative europee sulla gestione dei rifiuti se entro l'incontro previsto per il 28 gennaio a Bruxelles il governo italiano non avrà provveduto a interventi efficaci per porre fine all'emergenza rifiuti in Campania" (qui trovate il link al lancio di AdnKronos).

Qui di seguito alcuni blog che, a partire da questo post, si sono occupati, con prospettive diverse, della questione: Italian Branding, Naimaxx, Comunitàzione.it Blog, Emmanuel Granatello, Feedbacklab, La mia isola che non c'è (Carla).

30 commenti:

Terra Marique ha detto...

Ciao Antonio, è un problema gravissimo quello che state vivendo ormai da anni, e che ora si sta raggiungendo penso il massimo...
ieri in un tg si è fatto notare che nelle zone facoltose di Napoli non c'è l'ombra di sporcizia come mai??
la risposta l'ha data un cittadino di quella zona, (con una faccia da ebete..) ha risposto che da loro non ci può essere perchè sono ricchi!! bella risposta.

Antonio Lieto ha detto...

@Terra Marique: Credo che il vero motivo sia questo: si cerca di salvaguardare quelle zone di Napoli che, verosimilmente, sono più visitate dai turisti. Il centro di Napoli, ad esempio, è di sicuro "trattato meglio" rispetto alle periferie (e non credo per motivi di "ceto" come sosteneva quel signore). Ad ogni modo il problema rimane. La situazione nell' hinterland napoletano e nel casertano è realmente insostenibile.

Luca Taddei ha detto...

Ciao Antonio, la situazione in cui versa la Campania e soprattutto Napoli è davvero vergognosa!
Sono d'accordo, tutti si devono mobilitare, aprire una discussione forte che faccia pressione su chi di dovere.
Ma non scordiamoci che la buona comunicazione fiorisce là dove c'è la civiltà.
La scarsa civiltà è un cancro che ammorba tutto!

L.T.

Antonio Lieto ha detto...

@Luca Taddei: Il problema dei rifiuti non è legato alla inciviltà dei cittadini (che pure esiste ma in misura non differente rispetto ad altre città italiane ed europee). Qui la questione è essenzialmente di carattere politico. E riguarda, come è noto, anche la camorra ed il suo enorme giro di affari nel settore dello smaltimento dei rifiuti. Un mezzo che abbiamo per poter cercare di porre fine a questa empasse decisionale è quello della pressione mediatica. Parlare di questa faccenda anche sul web, oltre che attraverso i media tradizionali, non può far altro che aumentare la pressione sui decion makers istituzionali. I quali saranno costretti a prendere delle decisioni finalmente concrete (es. termovalorizzatori) e non più provvisorie (es. creazione quasi giornaliera di nuovi siti momentanei di raccolta rifiuti) per la risoluzione di questo problema. Bisogna parlarne dunque. Più se ne parla e più aumentano le possibilità che qualcosa si muova. Io non vedo altra via.

UQ ha detto...

appoggio in pieno la battaglia. vorrei farne uno dei punti cardine del quotidiano on line che stiamo fondando (e che è praticamente quasi pronto).

teniamoci in contatto.

Antonio Lieto ha detto...

@UQ: Ok. Grazie per il commento.

jeyjey ha detto...

Beh...paradossalmente noi nei comuni del salernitano pur essendo così vicini a Na stiamo meglio...cioè...per modo di dire, visto che l'immondizia non ci circonda, ma sono anni che facciamo l'indifferenziata in modo barbaro. Non ci sono controlli, e molte, moltissime persone non rispettano nulla delle regole. Anche gliincivili contribuiscono, fidati. :-s

Michele Schisa ha detto...

Il problema c'è ed è abbastanza mortificante per tutti noi cittadini campani. Oltre alla creazione di impianti e ad accertare le responsabilità della crisi, serve forse anche un incentivo ad una raccolta dell'immondizia più ragionata. Non è vero che non ne siamo capaci: fino a 10 anni fa non poter fumare in treno ci sembrava impossibile, invece oggi...

Antonio Lieto ha detto...

@jeyjey: è vero le situazioni più critiche si registrano nel napoletano e nel casertano. Purtroppo di persone incivili ce ne sono (dove non ce ne sono?) e di certo contribuiscono anche loro al degrado attuale (è impossibile negarlo). Ma, lo ripeto, dal mio punto di vista il vero problema è di carattere politico. Certo è necessario fare in modo che si sviluppi in modo diffuso tra le persone una "cultura della corretta raccolta dei rifiuti" (questo elemento è assolutamente fondamentale). Ma è pur vero che se ci troviamo in questa situazione non lo dobbiamo alle gesta balorde di qualche maleducato (il cui comportamento è comunque inaccettabile e dovrebbe essere sanzionato in modo rigoroso) ma a coloro che, a livello politico-istituzionale, avevano l'obbligo di prendere delle decisioni concrete e di trovare una soluzione al problema. C'è stata invece una assoluta empasse decisionale (voluta? non lo so). Si è andati alla ricerca continua di soluzioni momentanee senza mai affrontare il problema partendo dalla radice (farlo avrebbe significato sfidare la camorra in uno dei suoi business più lucrosi).
Grazie mille per il commento.

Antonio Lieto ha detto...

@Michele Schisa: grazie Michele. Condivido in pieno quello che scrivi e lo spirito con cui ti poni rispetto al problema.

tommi ha detto...

Non so che dire, io sinceramente sono molto confuso riguardo alla questione e non rieco a capire colpevoli e vittime, chi vuole cosa e perchè. avrei bisogno i chiarimenti e anche affrontare l'argomento nel mio blog tramite un posto dal punto di vista dell'UE necessita chiarezza e competenza. per ora non ne ho a sufficienza e l'unica cosa che posso fare è esprimere la mia solidarietà..
tommi

Antonio Lieto ha detto...

@Tommi: Beh la questione è abbastanza intricata ed è difficile spiegarla in due parole.
Chi vuole cosa e perché: i cittadini vogliono che si risolva l'increscioso problema delle strade invase da cumuli di immondizia. Il perché mi pare scontato.

Colpevoli e vittime. Le vittime di tutta questa situazione sono di sicuro i cittadini (anche se tra i cittadini, va detto, ci sono alcuni balordi che, con il loro comportamento incivile ed irrispettoso dell'ambiente, si sono resi corresponsabili della attuale situazione di degrado in cui viviamo). Per quanto concerne i "colpevoli" (io preferisco il termine "responsabili"): beh questi ultimi, dal mio punto di vista, non possono che essere individuati nei rappresentanti politici che, nel corso di questi anni, o "non hanno voluto" (per non intaccare gli interessi della camorra) o "non sono stati capaci" di pianificare una soluzione per la risoluzione di questo problema.

Che cosa avrebbero potuto fare? Magari avrebbero potuto decidere di far costruire dei termovalorizzatori a norma (così come è stato fatto in molte altre regioni d'Italia). Magari se ne poteva costruire uno per provincia (in modo tale che nessuno poteva andare a manifestare dicendo "non è giusto che tutta l'immondizia della Campania venga a finire solo qui") o almeno uno ogni due province. Invece non è stato fatto nulla.

"Certo - si potrebbe obiettare - ma, se la costruzione di termovalorizzatori a norma poteva essere una possibile soluzione al problema, allora perché le persone, a livello locale, si sono sempre ribellate (Acerra docet) quando qualcuno cercava anche solo di proporre la "soluzione termovalorizzatore"? (che tuttavia, va detto, da solo non basta dato che le ceneri prodotte sono comunque altamente inquinanti. Ad ogni modo, seppure in maniera non del tutto risolutiva, la costruzione, negli anni passati, di termovalorizzatori non ci avrebbe di sicuro condotto alla situazione attuale. Senza contare che "le tossicità" prodotte dai termovalorizzatori sono di gran lunga inferiori rispetto a quelle che, ora, a causa di questa situazione, siamo costretti a respirare quotidianamente).

Beh potrei rispondere che le persone si "ribellano" essenzialmente per 3 motivi: o non hanno una "cultura ambientale" e quindi a loro interessa solo che non ci sia un "coso" vicino alle loro case in cui si porti immondizia
(preferiscono che l'immondizia stia nelle loro strade? non l'ho mai capito). Oppure (caso più frequente): hanno una cultura ambientale ma non si fidano del fatto che la costruzione del termovalorizzatore, e le fasi di manutenzione e controllo da svolgersi nel corso della sua attività ordinaria, possano effettivamente avvenire secondo le norme di sicurezza previste.
Infine, terza possibilità, si "ribellano" (l'uso delle virgolette qui è d'obbligo) perché indotte a farlo dalla camorra (la quale è l'unica che ci guadagna da questa situazione. E non vuole assolutamente che le cose cambino).

tommi ha detto...

ok, un pò più chiaro, grazie. nel frattempo ogni volta che ho incontrato un blogger parlare del problema rifiuti ho segnalato il tuo blog. chissà che anche questo possa essere d'aiuto.
io cmq abito a valmadrera in provincia di lecco e nella mia città esiste un inceneritore da poco trasformato in termovalorizzatore. qualcuno ogni tanto protesta (vedi Adriano Celentano che ha la casa a Galbiate - paesino sopra valmadrera) ma tutte le proteste vengono taciute dalla legalità dell'impianto e dal suo basso impatto ambientale. Se rispettate tutte le leggi (italiane ed europee) anche un inceneritore può diventare accettabile se non auspicabile, come da voi.
tommi - www.bloginternazionale.com

Antonio Lieto ha detto...

@Tommi: figurati Tommaso. Grazie a te per la segnalazione ad altri blogger. Di sicuro la strada da intraprendere è quella del termovalorizzatore (come è stato fatto dalle tue parti). Il problema è che tali impianti dovevano essere già costruiti negli anni passati per evitare di arrivare a situazioni di questo tipo.

Giovanna Alborino ha detto...

qui da noi facciamo la differenziata, ma la cosa cambia per poco, perche' basta andare al confine con il paese successivo ed ecco i rifiuti..e' uno schifo, se avessi la possibilita' porterei mio figlio a vivere in un paese piu' vivibile...nonostante amo Napoli, non sopporto di vivere nella merda..

un saluto
giovanna

Antonio Lieto ha detto...

@Giovanna Alborino: comprendo la tua rabbia. La situazione è davvero difficile. Oramai serve una svolta radicale. Bisogna fare, in tempi ragionevoli, tutto quello che, in 14 anni di commissariamento, non è stato fatto a causa della malapolitica e della malavita. Il problema è questo: ammesso che vada tutto liscio il primo termovalorizzatore, quello di Acerra, sarà pronto tra un anno. Degli altri due di cui si è parlato (quello di Salerno e quello di S.Maria La Fossa) credo non esistano ancora neanche i progetti. Verosimilmente, dal mio punto di vista, sarà necessario, per poter uscire almeno momentaneamente da questo stato di emergenza, l' aiuto di altre regioni virtuose. Un aiuto che però dovrà essere l'ultimo. Anche la Campania, infatti, ha il dovere di dotarsi di un sistema autonomo ed efficiente per lo smaltimento ed il riciclaggio dei rifiuti.

Luca Taddei ha detto...

@antonio lieto: sono d'accordo, l'inciviltà, di cui avevo parlato nel mio commento precedente, appartiene in gran parte proprio ai politici, alle istituzioni, al proliferare della camorra.
I cittadini sono le prime vittime di questo sistema, per primi i giovani!
Questa non è l'Italia che amiamo!

L.T.

Antonio Lieto ha detto...

@Luca Taddei: concordo pienamente con quanto hai scritto.

Fabrizio ha detto...

Ciao antonio, a livello umano mi dispiace ma, se posso, vorrei buttare giù un paio di considerazioni (tutto il post va letto come considerazioni generali, non come discorsi personali).

Non aderisco a una mobilitazione mediatica su questo argomento per un motivo semplice: non per menefreghismo ma perchè non ne vedo l'utilità. Tutti i giornali italiani hanno in prima pagina l'emergenza rifiuti (e, aggiungerei, emergenza di ordine pubblico), oggi bbc world ha fatto un breve servizio titolato "streets of rubbish": una campagna mediatica sui blog cosa potrebbe aggiungere?

In questi giorni ho letto molte pseudoanalisi (non sono in grado di fare un'analisi perchè dovrei conoscere bene gli ultimi 20 anni della Campania) su questo disastro e, in ordine sparso, la colpa è stata data a: lo Stato, i politici, la magistratura, la stampa (che non ne ha parlato prima) e chi più ne ha più ne metta. Non parliamo della "camorra": la parola "camorra" è diventata un vero e proprio jolly che ognuno colloca come vuole, ognuno si fa interprete di cosa vuole e cosa non vuole la camorra (come fanno a saperlo?). C'è un grottesco gioco di specchi: chi vuole la discarica dice "la camorra non vuole la discarica" e chi non vuole la discarica dice "la camorra vuole la discarica". Non dico che la camorra non esista (in realtà non esiste "la camorra" ma secondo me esistono diversi clan che agiscono con grande autonomia) ma che il concetto "camorra" viene usato per legittimare le proprie azioni e per delegittimare le azioni degli altri.
A me sembra che alcuni pratichino lo sport dell'autoassoluzione: perchè non si parla mai delle colpe dei cittadini? Le colpe sono sempre degli altri?
I politici (a cui, anche giustamente, si da la colpa) non vengono dalla Luna ma vengono eletti dai cittadini.

Bassolino non ha risolto il problema dei rifiuti come presidente della regione dal 2000 al 2005: perchè è stato rieletto nel 2005 per un secondo mandato quinquennale?

Rosa Iervolino non ha risolto il problema dei rifiuti come sindaco di Napoli dal 2001 al 2006: perchè è stata rieletta nel 2006 per un secondo mandato quinquennale?

Il fallimento di Bassolino e di Iervolino è anche il fallimento di milioni di persone che li hanno votati e li hanno rivotati.

I cittadini, col voto, possono mandare a casa chi non risolve i problemi. Se non lo fanno, la colpa è loro o è di entità estratte?

Antonio Lieto ha detto...

@Fabrizio: Caro Fabrizio, ho letto con attenzione il tuo lungo commento. Proverò a rispondere, sperando di riuscirci, ad alcune tue considerazioni (assolutamente valide e legittime).

Prima questione: copertura mediatica. Come ho detto nel post, e come hai ribadito giustamente tu nel commento, la copertura mediatica data dai media tradizionali alla questione è elevata (anche se non considererei, in tale computo, i reportage fatti da televisioni estere, per es. BBC,CNN ecc. Per un semplice motivo: in media quanti italiani vanno a vedere quei reportage? Pochissimi. Io, come te, li ho visti. Ma, in questioni come queste i piccoli numeri non fanno storia).

Dal mio punto di vista, però, l'informazione in rete su questa faccenda è stata assolutamente carente (soprattutto nella blogosfera o almeno in quella sua parte che gode di un certo prestigio) oltre che di livello scadente (la questione dei rifiuti è abbastanza complessa da un punto di vista tecnico. E, per poterne discutere, è bene documentarsi).

Io credo che parlare di queste cose anche sul web, nel modo più serio e corretto possibile, possa contribuire a portare un maggior numero di persone (e oramai sono tante quelle che utilizzano internet come fonte principale di informazione) a comprendere meglio e più a fondo i termini del problema che ci affligge (che, a quanto ho potuto constatare, sono davvero poco conosciuti). E questo, ad essere sincero, mi pare già un motivo più che buono per poterne parlare.

Senza contare che, invevitabilmente, più le persone hanno coscienza reale di ciò di cui si parla (e delle rispettive responsabilità politiche di chi ci ha trascinato in questo baratro) e più posseggono gli strumenti per aumentare il loro grado di partecipazione attiva e consapevole alle decisioni che vengono prese dal sistema politico.
Poi ovviamente ognuno è libero di fare e di credere ciò che vuole (il mio era e rimane un appello).

Per quanto riguarda poi "i colpevoli": beh i colpevoli principali, mi pare sia sotto gli occhi di tutti, sono sicuramente rappresentanti delle istituzioni regionali e locali. I quali avevano il compito di risolvere questo annoso problema ma hanno fallito miseramente o per assoluta incapacita o, più verosimilmente, perché non hanno voluto mettere i bastoni tra le ruote agli, arcinoti, interessi economici che la camorra aveva, ed ha, in questo settore (e questa si chiama connivenza).

Ovviamente quando si utilizza la parola "camorra" si fa riferimento ad una organizzazione criminale complessa (il fatto che poi ci siano, al suo interno, diversi clan è di pubblico dominio). Cosa vuole dunque la camorra (per rispondere alla tua domanda)? Tu, nel caso ti trovassi in una situazione di comodo e di guadagni facili, che cosa vorresti? Probabilmente vorresti che si continuasse così no? Vale lo stesso discorso anche in questo caso: gli unici che, dalla situazione che ci ha condotti in questo stato, hanno lucrato in questi anni profitti da capogiro sono stati i clan che si erano dedicati al business dei rifiuti. E, dato che loro ci hanno guadagnato, non vogliono che le cose cambino.

Anche i cittadini ovviamente hanno le loro colpe (ma non tutti: il discorso va ristretto ad una parte della popolazione civile priva di coscienza ambientale e civile). Onestamente, però, dire che tutto questo è successo a causa loro mi sembra eccessivo.

Il problema è, infatti, sempre di natura politica: se chi fa ciò che non deve fare viene sanzionato per il suo comportamento, molto probabilmente, la prossima volta non farà più la stessa cosa (o almeno ci penserà due volte prima di farla).

Per quanto riguarda le eventuali colpe di "scelta politica" poi. Beh prima d'ora non era mai successa una cosa del genere (c'erano state altre crisi ma mai a questi livelli).

Ad ogni modo, se Bassolino e la Jervolino, per assurdo, si dovessero ricandidare alle prossime elezioni tu credi che le persone li voterebbero?

Ciao e grazie per il commento

Anonimo ha detto...

l'analisi di Antonio Lieto e' in larga parte condivisibile.

rimarcherei comunque tra i maggiori responsabili di questa ennesima crisi della raccolta Pecoraro Scanio.

nei momenti critici e' stato sempre dal lato sbagliato.
contro l'inceneritore
contro Bertolaso
contro le discariche alternative individuate da Bertolaso.

inoltre nel dopo Bertolaseo mi sembra di capire che il commissario Pansa era comunque molto influenzato dalla sua visione del problema.

c'erano mesi di tempo pe negoziare con le popolazioni l'apertura dei siti alternativi e non e' stato fatto
poi a natale si sono ricordati di pianura.........

Bassolino:
da un governatore anche se non insignito del potere commissariale ci si aspetta un forte controllo se qualcuno ti "lorda" la tua regione, altrimenti che Governatore sei........


comunque almeno il modello ora e' chiaro
servono
nuovi politici
e poi
nuovi termovalorizzatori
nuove discariche
e finalmente la differenziata

in bocca al lupo a tutti


ANTONIO

Antonio Lieto ha detto...

@Antonio: concordo con quanto scrivi. Di sicuro anche Pecoraro Scanio (insieme con i politici locali) ha una sua buona parte di colpe. Grazie per il commento.

MMBF ha detto...

ho letto l'articolo di Roberto Saviano su la Repubblica.it , la realtà è spaventosa, non servono inceneritori, serve una cultura della legalità, della valorizzazione dei rifiuti (differenziata+rifiuti zero), serve la bonifica. Non servono inceneritori ad aggiungere cancri a tumori, servono impianti per la differenziata. Lì in Campania avete delle realtà comunali che riciclano l'80% !!! bisogna imitarle.

Punire coloro che hanno accolto tutta la peste cancerogena di mezza europa, e punire le aziende che si sono affidate allo smaltimento illegale dei propri rifiuti. Sono i peggiori criminali immaginabili, i peggiori serial killer.

E poi, avanti, Campani pretendete la differenziata, non gli inceneriori, informatevi, mettetevi in testa di farla, perchè se è vero che c'è gente intelligente e cosciente, ce n'è tanta di ignorante e che gli basta di sopravvivere anche nella munnezza...Campani coscienti, svegliatevi e siate d'esempio per tutti gli altri!!!

Antonio Lieto ha detto...

@mmbf: Non servono affatto inceneritori (non mi pare di averli mai nominati) ma termovalorizzatori (i due termini non sono sinonimici ed indicano due realtà completamente diverse).

I primi servono appunto esclusivamente a bruciare rifiuti (e producono anch'essi sostanze tossiche). I secondi invece permettono (se supportati da raccolta differenziata) di estrarre energia dall'attività di smaltimento dei rifiuti. E sono utilizzatissimi in Italia ed in Europa dato che hanno un livello di inquinamento davvero basso e del tutto sostenibile e dato che permettono di mettere in moto un vero e proprio business dei rifiuti (il quale permette di dare lavoro a tantissime persone e di creare ricchezza, sottoforma di risparmio energetico, per il territorio nel suo complesso).

E' bene evitare di fare confusione quando si parla di queste cose (tanto per fare chiarezza e per evitare psicosi pericolose e deleterie a livello locale: ad Acerra e presso gli altri due siti individuati dal Governo saranno costruiti dei termovalorizzatoti e non degli inceneritori).

Per quanto riguarda le altre cose che hai scritto (raccolta differenziata, cultura della legalità ecc.) sono d'accordo con te. Il problema, però, non sono i cittadini che non vogliono fare la raccolta differenziata. Bensì le istituzioni locali che, in tantissime zone della Campania, (nonostante ci siano casi di eccellenza come ad es. quello del comune di Mercato San Severino nel salernitano) non hanno mai approntato un piano per iniziare la raccolta differenziata. Ancora una volta, dunque, lo ribadisco, il problema è essenzialmente di carattere politico.

domenico letizia ha detto...

salve scrivo da maddaloni,
qui da noi la situazione è insopportabile, gli studenti per fortuna scioperano tutti i giorni.
siamo veramente nella schifezza totale cmq per aggiornamente passate da qui: http://brigantilibertari.blogspot.com/
ciao,

Antonio Lieto ha detto...

@Domenico Letizia: la situazione nel casertano è difficilissima. Francamente, però, non mi sembra affatto una fortuna che gli studenti non vadano a scuola per scioperare (premetto, però, che non conosco la situazione di Maddaloni e quindi non posso esprimere giudizi in merito).

Ne approfitto per invitare gli studenti, laddove non ci fossero situazioni di forza maggiore o igienico-sanitarie tali da impedire il regolare svolgersi delle lezioni, a fare ciò che devono fare. Cioè entrare e studiare in modo che la situazione, anche da questo punto di vista, inizi a normalizzarsi.

Anonimo ha detto...

Siete al corrente del fatto che dietro l’ippodromo di Aversa, al centro ippico "La Fuertezza - Villa Etoile", ogni sera vengono bruciati rifiuti tossici ?
La notizia è ormai di dominio pubblico sia su internet che sulle principali testate giornalistiche.

Controllate voi stessi:

http://napoli.repubblica.it/dettaglio/Rifiuti-killer-interviene-Asl-4-Sos-anche-da-Bacoli-e-Aversa/1414921

http://napoli.repubblica.it/dettaglio-inviato?idarticolo=repnapoli_1414129&idmessaggio=267721

http://napoli.repubblica.it/dettaglio-inviato?idarticolo=repnapoli_1414129&idmessaggio=142631

http://napoli.repubblica.it/dettaglio-inviato?idarticolo=repnapoli_1414129&idmessaggio=152315

http://www.pupia.tv/aversa/notizie/0001908.html

quadrifoglio ha detto...

Siamo i condòmini della Cooperativa Quadrifoglio di Aversa, di fronte al vecchio “club Prestige” alla fine di via Pastore, poco dopo l’ippodromo, sul viale Olimpico.
Nella campagne di fronte ai nostri palazzi, la sera, da anni BRUCIANO RIFIUTI TOSSICI a fianco di un centro ippico, “La Fuertezza - Villa Etoile”.
Bruciano sostanze chimiche, scarti della lavorazione delle pelli, plastiche varie, ecc.
I nostri figli respirano continuamente aria tossica, che il vento porta su Aversa.
Inoltre le tonnellate di DIOSSINA sprigionata si depositano su tutti i campi circostanti che producono frutta e verdura che poi viene venduta dai fruttivendoli di tutto l’Agro Aversano.
In questi anni abbiamo presentato un esposto alla Procura della Repubblica, abbiamo chiamato i Carabinieri, la Polizia, i Vigili del Fuoco.
NULLA E’ ACCADUTO !
Ci fanno ridere quelli che, da fuori della Campania, dicono e scrivono che la colpa dei rifiuti è dei cittadini che non si ribellano.
NOI CI SIAMO RIBELLATI !
E nulla è accaduto.
Vi prego, non ci abbandonate anche voi. Forse potete riuscire là dove le istituzioni si fermano. Roberto Saviano c’è riuscito.
Aiutateci, vi prego, aiutateci.

Antonio Lieto ha detto...

@Quadrigoglio: Bisogna continuare a richiamare l'attenzione delle forze dell'ordine ogni volta che si assiste all'incendio oppure all'affossamento di rifiuti (tossici e non) in discariche abusive a cielo aperto.

Anonimo ha detto...

http://it.youtube.com/watch?v=htYHBs6ZX-4